Drops rebound : Rimbalzo Con Riflesso (by Mario Jr Nicorelli)

 

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Nel precedente articolo ( My drops reflected 2.0 ) abbiamo parlato di come fotografare le gocce d’acqua nella loro fase statica, per esempio appoggiate su petali di fiore, su ragnatele, su piccoli insetti ecc.
Oggi in questo nuovo articolo parliamo di come fotografare le nostre gocce durante il loro movimento. Per fare ciò prenderemo in esame la caduta della goccia con rimbalzano su specchio d’acqua.

Perché questo tipo di fotografia si definisce come tecnica? Perché la realizzazione comporta un meccanismo tale da mettere in gioco diversi fattori lasciando poco spazio alla casualità, tra i quali abbiamo: tempi di scatto precisi, illuminazione di un certo tipo, profondità di campo e parallelismo, l’altezza della caduta, la dimensione della goccia, ecc

Preciso subito che non è una novità, gli appassionati che la realizzano ci sono da moltissimo tempo. Si è però perfezionata ed aperta al gran pubblico grazie alla diffusione del digitale in fotografia. Immaginate a scattare ad una goccia che cade usando la pellicola tradizionale e poi a farlo con il digitale. (E’ chiaro il motivo per cui anni fa era un genere come questo era solo per appassionati……. mentre ora sono in tanti a provarla.)
 
Se cerchiamo informazioni su questo genere di foto o curiosiamo online ci accorgiamo da subito che gran parte delle foto si limitano a riprendere il rimbalzo della goccia, tralasciando completamente gli aspetti che le fanno da contorno. Solitamente queste foto hanno sfondi neutri o tinta unita e raramente hanno un soggetto chiaro e ben definito come background. Nella realizzazione solitamente vengo impiegate carte colorate, fogli di pcv o teli trasparenti con luci poste sul retro, l’effetto così realizzato e’ certamente bello ma risulta ripetitivo scatto dopo scatto. Tenete conto che la goccia che rimbalza sarà simile a quella che viene fotografata da altri fotografi, se poi aggiungiamo anche gli stessi fondali difficilmente distingueremo la nostra fotografia da quella realizzata da un altro autore.
NB. Si distinguono solo gli autori che fanno fotografie di Drops Impact, nelle quali fanno scontrare tra loro 2 gocce creando cosi forme particolari che variano di scatto in scatto ( le forme più’ creative sono gocce a forma di ombrellini, funghi, figure astratte ecc ecc )

A tal fine e per rendere anche più’ divertente il tutto, vi consiglio di creare una composizione da utilizzare come background alla vostra goccia che rimbalza e di fare in modo che la composizione sia parte essenziale del soggetto ripreso.
Vi garantisco che non c’e’ limite alla fantasia di cosa potete usare come sfondo, a partire da: Paillettes, glitters, monili, composizioni di fiori, fotografie stampate, ecc. Personalmente le composizioni di fiori sono le mie preferite.

– Il principio del Drops Rebound

Per ottenere la vostra goccia “personalizzata” (ad ognuno la sua, chi grande, chi piccola, ecc ecc ) dovete tenete presente quanto segue:
Più la goccia  cade dall’alto (per esempio da 100/120cm) piu’ nel rimbalzare sull’acqua sarà piccola e con una stalagmite lunga e sottile. Questo genere di goccia e’ solitamente molto ben definita e ben proporzionata.( la stalagmite non e’ altro che la parte sotto che sale assieme alla goccia)
Al contrario
Più la distanza di caduta è breve (per esempio 50/60 cm o meno) più la goccia che rimbalza sarà grande e con una stalagmite corta e spessa. Questa e’ quella piu’ ricercata, per il fatto che la goccia grande crea anche riflessi grandi, pero’ spesso a causa della poca forza di caduta la goccia risulta
essere ovale e leggermente frastagliata. Per un buon risultato servono diversi tentativi.

NB.
La goccia più’ ricercata dai perfezioni in questo genere di fotografia, è quella che sta nel mezzo alle due sopra descritte.
Per ottenerla non e’ difficile, bastano una serie di prove riadattando di volta i  volta l’altezza di caduta della goccia.

– Come preparare il set per il Drops Rebound

Prendiamo il nostro “gocciolatoio” che potete realizzare a mano con una bottiglia di plastica bucata sul fondo e sospesa in aria, oppure fare come me, andate in farmacia e acquistate un flebo con regolatore di flusso da pochi euro.
Questo sistema vi permette di regolare la quantità’ di gocce che cadono semplicemente ruotando la rotella abbinata al tubicino del flebo, cosa che artigianalmente sarebbe difficile da realizzare.

Poi predisponete su un piano rigido una teglia anti aderente possibilmente nera, (nera perche’ aiuta a creare effetto specchio sulla superficie dell’acqua) che abbia 4/5cm di bordo e possibilmente con una dimensione generosa diciamo da un minimo di 20/25cm di diametro in su.

Ora riempite d’acqua la teglia fino al limite massimo della capienza (quasi da farla traboccare) e successivamente posizionate nella parte più’ esterna la vostra composizione per lo sfondo ( inizialmente sarà un mazzo di fiori a vostra scelta ), la composizione deve essere a non piu’ di 5/6cm da dove cade la goccia e va fermata con una molletta o con un peso. Perché fissare i fiori?? semplice, nella caduta la goccia genera piccole onde che fanno oscillare e spostare i fiori, quindi per non perdere l’inquadratura il tutto deve stare ben fermo. Perché’ un mazzo?? Semplice, per iniziare un mazzo vi da una grande quantità’ di riflessi nella vostra goccia, e quindi meno fatica a centrare il tutto, poi perfezionata la tecnica sarete in grado di centrare un solo fiore con la possibilità di inserire un secondo sfondo più’ creativo da abbinare al prima.

A questo punto avrete già’ montato sul treppiedi la vostra reflex con annesso teleobiettivo o macro obiettivo e dopo aver manualmente inquadrato e messo a fuoco lo specchio d’acqua iniziate a far cadere delle gocce di test..
Le gocce di test vi consentono di regolare l’inquadratura e di mettere a fuoco il punto preciso di rimbalzo della vostra goccia.
Per facilitare la messa a fuco della goccia che risale ponete in prossimità’ del punto di caduta una matita o un righello, andate nella vostra foto camera e mette a fuoco la matita/righello e così avrete la certezza che sarà a fuoco anche la vostra goccia in rimbalzo.
Tenete ben presente che e’ indispensabile lo scatto remoto, questo per non causare vibrazioni sulla macchina durante lo scatto.

Per un buon risultato servono tempi rapidi e tanta luce, quindi, vi consiglio di utilizzare un flash ad almeno 1/250 sec. ( 2  flash sarebbero l’deale ). Il flash va posizionandolo a 45gradi rispetto il vostro parallelismo con la goccia.
Perché non vi sconsiglio di mettere il flash sopra la macchina? Semplice, perché’ creerebbe un riflesso proprio sulla parte frontale della goccia andando cosi a coprire il soggetto al suo interno.
Più’ laterale lo posizionate meno il riflesso sarà invadete nella goccia.

Ora non vi resta altro che scattare e fare tante prove.
ATTENZIONE >>>La goccia cade e voi non riuscite a beccarla? Ma è ovvio!!!! Lei e’ più’ veloce di voi, per questo dovete anticipare e scattare prima che la goccia tocchi l’acqua, cosi il vostro tempo di reazione si regola permettendovi dopo un certo numero di scatti di riprenderla in modo perfetto.
Osservare la goccia che cade e scattare non e’ una buona idea poichè il vostro riflesso sarà piu’ lento, vi consiglio di fissare con lo sguardo la superficie dell’acqua e appena vi accorgete che la goccia entra nel vostra campo visivo premete il tasto del telecomando e scattate.

– Dati tecnici per lo scatto

C’e’ poco da dire poichè alla fine si tratta anche di gusto personale ( chi vuole maggior sfocato di sfondo, chi no ecc ecc )
Per iniziare vi consiglio di scattare con un diaframma tra F14 e F22 ( di meno no per evitare che il soggetto sia fuori dalla PDC, diaframmi più alti neppure perché’ rischiate di perdere il delicato sfocato di sfondo evidenziando background che potrebbe essere poco piacevole)
Per gli Iso tenete quello che più’ si addice alla vostra macchina, io solitamente non vado oltre i 200iso ma se la vostra macchina regge bene alzateli tranquillamente, già tra i 200 e i 600 andate tranquilli.
Tempo di posa, come già’ detto serve rapidità’ quindi da un minimo di 1/200 sec  in su. Se proprio non avete illuminatori o flash adeguati, potete posizionare il set in pieno sole.

 

Esempio

Le foto riportate in questo articolo sono state realizzate indoor, il set per la realizzazione dello scatto era composto come segue:

  • Pirofila antiaderente
  • Flebo con regolatore di gocce su treppiedi per regolare l’altezza corretta
  • Fiori di vario genere come sfondo ( ma può andare bene qualsiasi cosa)
  • Pannelli laterali in forex colorati
  • Ovviamente come gia’ accennato, reflex, ottica, treppiedi, slitta micrometrica, scatto remoto, flash ecc

Ho iniziato la sessione con il testare la caduta della goccia e il conseguente rimbalzo dentro la pirofila. Assodato che, ad una determinata altezza c’era il rimbalzo corretto, mi sono concentrato nel cercare un tempo di caduta adeguato ai miei “riflessi”, mediamente 1 goccia ogni 2 sec. Fatto ciò’ mi sono sincronizzato sulla caduta della goccia cercando visivamente un punto dove la goccia entrando nel mio campo visivo indicasse il momento per lo scatto. Per fare questo, lo sguardo deve escludere il punto di caduta e concentrarsi solo sul soggetto dietro la goccia. Il momento giusto e’ al passaggio della goccia sul soggetto appena prima di colpire lo specchio d’acqua, cosi il tempo di reazione e dello scatto permettono di immortalare gli esempi sotto riportati.

Dati macchina per lo scatto:

  • Tempo di scatto da 1/250
  • Diaframma tra F18
  • Bilanciamento Bianco su Flash
  • ISO 100

Attrezzatura necessaria:

  • Fotocamera Nikon D300s
  • Ottica Sigma 105 Macro
  • Stativo Manfrotto 190b
  • Flash senza diffusore
  • Scatto remoto
Rimbalzi – Mario Nicorelli