Plunged Bokeh 2.0 – l’effetto fai da te

 

Clicca Sull'Icona E Condividi L'Articolo Sul tuo Social NetWork 😉

Plunged Bokeh 2.0 – l’effetto fai da te

Con questo articoletto vi racconto come realizzare in modo semplice e veloce il vostro personale Plunged Bokeh. Ringrazio l’amico Michele G. che mi ha dato alcune dritte sulla scelta degli accessori da impiegare nei vari esperimenti.

Praticando la macrofotografia mi capita spesso di avere per le mani buoni soggetti da fotografare che ahimè sono spesso e volentieri delimitati in uno sfondo anonimo e  brutto da vedersi. Come sappiamo tutti, sia nel ritratto sia nella macrofotografia lo sfondo gioca un ruolo importante come “supporter” per il soggetto, quindi avere uno sfondo mediocre, noioso o brutto, non aiuta l’osservato ad apprezzare il soggetto ritratto.

Non potendo spostare fisicamente il soggetto dal posto in cui si trova per migliorarne lo sfondo, (nb. pensate se posso muovere ragnatele ricolme di goccioline di rugiada o piccoli petali di fiore con insetti acquattati che da un momento all’altro prendono il via) ho risolto il tutto impreziosendo lo sfondo mediante l’aiuto di lustrini/paillette e gemme colorate. Per fare ciò ho realizzato dei pannelli facili da trasportare che posso interporre a piacimento tra il soggetto e lo sfondo. Se vi state chiedendo perché’ lustrini/paillette e gemme colorate  ve lo posso spiegare portando come esempio un altro accessori in voga tra i fotografi da un po’ di tempo. Mi riferisco ai classici fili elettrici con lucine incorporate tipiche natalizie. Le avete mai viste impiegate in fotografia? Se andate su Google troverete molti tutorial che ne spiegano l’utilizzo e centinaia di esempi visivi veramente creativi. In poche parole questi fili di luci servono ai fotografi per ricreare anteriormente o posteriormente al soggetto l’effetto bokeh. (solo però in condizioni particolari di luce, o per meglio dire quando la luce non e’ troppo invasiva ). C’è da dire una cosa in merito all’utilizzo di queste lucine, che per esempio in pieno giorno servono a ben poco. Di giorno la luminosità ambientale unita all’uso di diaframmi molto aperti va a discapito del risultato visivo, sminuendo l’effetto coreografico che vanno a creare. Non solo, ma trattandosi di luci abbastanza voluminose “anche se piccole tutto sommato” sono adatte per lo più a soggetti di un certo tipo, come nel ritratto umano, o nello still life, ma difficilmente  si possono usare in macro fotografia.

Ora veniamo a noi e alle prove che ho fatto appunto per scovare qualcosa che potesse essere d’aiuto sempre, sia di notte sia di giorno. Per l’esperimento mi sono munito di semplici lustrini/paillette e gemme di plastica. Detto fatto, la luce riflessa dalle paillette risulta nella foto ben chiara, sia che utilizziate il flash sia che si tratti di luce solare (o addirittura di una semplice lampadina). L’effetto che si crea sulla foto è bello, corposo e saturo….. simile a quello che potrebbe generarsi fotografando un soggetto dove lo sfondo è ricco di luci date da lampioni, fari di auto, finestre di case ecce cc. Il termine Plunged Bokeh non è altro che un modo fantasioso per definire una sorta d’immersione nello sfocato con l’aggiunta di giochi di luci.

Cosa ci occorre per esercitarci su questa tecnica di abbellimento dello sfondo:

–        Per prima cosa munitevi di un ritaglio di plexiglass trasparente o di simile materiale da utilizzare come supporto per l’oggettistica (No Vetro). Il plexiglass è l’ideale per due motivi, il primo perché’ rigido e infrangibile, cosa necessaria lavorando in esterna e trasportandolo di qua e di la, Il secondo motivo perché’ è trasparente e ci permette di fotografare lo sfondo posteriore.

–        Seconda cosa dovete procurarvi delle “gemme/perline/vetrini/lustrini” non più grandi di un centimetro o meglio di taglie differenti (per intendersi li trovate nei negozi di giocattoli o nei bazar e si usano per decorare i vasi, gli acquari e spesso ci giocano le bambine fingendo siano gioielli di bigiotteria). Le gemme/lustrini vanno poi incollati sulla superfice del plexiglass mantenendo inizialmente una certa distanza une alle altre (2/3 cm sono sufficienti inizialmente). Se fossero troppo distanti potete riempire lo spazio con altri elementi fino ad ottenere il risultato desiderato.

–        Per ultima cosa assicuratevi una buona distribuzione della luce, poiché’, le perline/lustrini che applicherete sulla superfice del plexiglass (mediante colla, pata-fix o altro) possono essere illuminate sia da dietro sia da davanti sia contemporaneamente da entrambe le fonti luminose.

Vi ricordo di fare inizialmente alcune prove di scatto per capire il meccanismo, o meglio quanta luce serve per ottenere un buon risultato. Le prove vanno fatte con apertura del diaframma a step differenti, per valutare l’effetto in un caso o nell’altro. Inoltre dovete fare delle prove allontanando o avvicinando il plexiglass al soggetto in modo da regolare la dimensione e posizione del bokeh nello sfondo. Trovato un giusto equilibrio tra le due cose il gioco e’ fatto.

Evito di illustrare altro per non togliervi il gusto di provare.

Ps. Allego alcuni esempi di oggettistica utilizzata.

Saluti Mario Jr Nicorelli

Sullo sfondo l’inserimento delle paillette colorate per creare un effetto Bokeh.
Sullo sfondo l’inserimento delle paillette colorate per creare un effetto Bokeh.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

shares