La paura del Colore…. Esiste?

 

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Il B&W al tempo del digitale

Premessa: vediamo di non fare i permalosi da subito, ma di prendere questa “mia personale riflessione” come un sprono per chi desidera realmente emergere in questa disciplina.

Vi siete mai accorti (voi comuni frequentatori del web) che su i blog, nei siti di fotografia o semplicemente su facebook e Flickr la maggior parte dei fotografi abusa ….si si, avete capito bene….. abusa del BIANCO e NERO come fosse un tocco artistico da conferire alla propria fotografia. Se osservate bene, gran parte dei “B&W-fotografi” ostenta queste fotografie “de saturate” come loro massima espressione artistica, ma la cosa più “divertente” (passatemi il termine) che gli stessi fotografi ancor prima che qualcuno chieda qualcosa, ne spiegano la gloriosa virtù esprimendo scenari fantasmagorici legati a quell’immagine de saturata……. (cose da matti).

Premesso quanto sopra, e appurato che io sono CONTRARIO ALL’ABUSO DEL BIANCO E NERO IN FOTOGRAFIA, ora vi illustro alcuni miei pensieri sull’argomento.

1°         Spesso chi “abusa” del B&W si motiva da solo utilizzando il concetto che: I GRANDI MAESTRI HANNO SEMPRE USATO SOLO IL BIANCO E NERO. Beh dico io, se tralasciamo i contemporanei e parliamo esclusivamente dei grandi maestri del passato, c’è da dire subito che sono vissuti in un’epoca dove il colore in pellicola NON C’ERA oppure era POCO DIFFUSO. Ora chiedo a voi lettori se……  questi “maestri del passato” fossero vissuti ora, quante belle foto a COLORI ci avrebbero regalato??

2°        Spesso la conversione in B&W viene utilizzata come una sorta di “raggiro”, si si avete capito bene, lo fanno moltissimi fotografi per salvare ciò che a colori era insignificante, banale o addirittura cromaticamente errato. Semplice a dirsi e a farsi, provate pure voi. Scegliete una foto che ha un soggetto “discreto” ma con colori pessimi, smorti e abbinati in modo barbaro tra loro, e convertitela in B&W ….. WOWWWW cambia tutto no? Diventa di colpo tutta un’altra fotografia, talmente diversa che pur sapendo quanto sia pessima inizialmente a colori uno si permette di pubblicarla come fosse la foto desiderata da sempre. Non solo, a chi gli chiede qualcosa in merito a quell’immagine, spesso si sente rispondere: L’HO VISTA COSI IN B&W ANCORA PRIMA DI SCATTARE!!!

3°         Ora mi rifaccio a quanto sopra, VEDERE IN BIANCO E NERO UNA SCENA PRIMA DI FOTOGRAFARE, si, questo e’ quello che tanti raccontano quando devono lodare il proprio operato. Ma scusate vi pare possibile? Io personalmente fotografo e mi occupo di fotografia da oltre diciassette anni, e non ho mai visto una scena “a colori” in B&W ancora prima di fare la foto. Sappiano tutti che in post-produzione la conversione di un singolo canale in B&W può far si che un colore come il rosso, il verde o il blu possano diventare sia neri sia bianchi allo stesso tempo solo aumentando o diminuendo un gradiente. Quindi, come si fa a sapere quale sarà il risultato finale prima di aver convertito la foto? Esempio il cielo sarà Nero o Sarà bianco?? Ovvio che sarà quello che vogliamo ma solo quando andiamo a post-produrre !

4°         Una domanda da porsi è: perché il B&W affascina ed emoziona così tanto? Se ci pensiamo bene, spesso siamo attratti da determinate cose “anche se banali”, o meglio, banali per chi le ha sotto mano tutti i giorni ma affascinati per noi che non le tocchiamo/vediamo mai. Per esempio il mare, chi ci vive e lo conosce bene non ci fa più caso lo da per scontato, chi invece lo vede una volta all’anno lo trova spettacolare ogni volta che lo vede. Ecco, per il B&W il ragionamento e’ lo stesso. NOI TUTTI ( tranne eccezioni ) vediamo a COLORI………… esempio una Rosa rossa per noi che la vediamo sempre così resta sempre una normale Rosa rossa, quindi scontata, ma se il colore di quel fiore lo convertiamo in B&W, non essendo abituati a vederla così ci sembra subito un qualcosa di particolare di emozionante che crea atmosfera e magia….. Se però ci fermiamo un secondo e ragioniamo su quel fiore ora NERO o BIANCO, non sarà altro per noi la Rosa rossa vista e rivista 1000 volte. ( il concetto ovviamente è molto più ampio da affrontare, ma spero comunque di avervi reso l’idea e un po’ di curiosità nell’essere critici la prossima volta che osservate un lavoro in B&W).

5°        In fine vi parlo del B&W dei “poaretti” o poveri. Mi spiego, molti trovandosi per le mani una brutta foto a colori partono i quarta e la convertono in B&W, ma non sapendo quello che stanno facendo alla fine del lavoro si ritrovano per le mani una foto in scala di grigi, dove non esiste ne il bianco ne il nero. E di questi capolavori ne e’ pieno il web. 😉

Bene, ora che ho fatto di tutta un’erba,un fascio, mi preme farvi sapere che esistono tanti bravi fotografi che diffondono in rete ottimi lavori in B&W. Fotografi con la “F” maiuscola che curano non solo la conversione, ma soprattutto lo scatto con una corretta composizione legata a giuste luci e ad un buon soggetto.

A mio parere il B&W deve restare un genere di nicchia, dove il fotografo che lo promuove ha uno scopo indiscutibile nel pubblicare i propri lavori usando il B&W. Consiglio a voi tutti prima di cimentarvi nel B&W, o prima di pensare ……… “Bhe questa la metto in B&W”………. di essere critici con voi stessi e di valutare se ne vale la pena, poiché….. una “brutta foto a colori” resta una “brutta foto anche in B&W”.

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